lunedì 2 luglio 2007

Il Nodulo


C' era il nulla. Buio.
Poi, dal nulla, apparve una colomba bianca, che volava verso l' alto.
E poi spariva, nel nulla.
E c' era di nuovo il nulla. Buio.
Poi dal nulla apparve una mano che brandiva un coltello.
Il coltello colpiva. Non si sa chi e non si sa cosa. Ma si ricopriva di sangue.
E poi spariva, e tornava il nulla. Buio.
E poi cadde una piuma, dall' alto, sparendo di nuovo nel nulla.
La piuma della colomba bianca.
Dri-drun-tch-tch-dri-dra-drun-tch-tch (cazzo di suonerie polifoniche)
Occhi spalancati. Impauriti. Sudore freddo.
Ma non era la sveglia: qualcuno stava chiamando.
Si alzò liberandosi dal groviglio che avevano formato su di lei il lenzuolo e la coperta. Per il sonno turbato.
Da quello strano sogno.
- Pronto. La voce era quella che era, appena alzata, impastata per la birra e le sigarette della sera prima e con un incubo gettato da poco alle spalle.
- Sono io. Lui stava seduto in macchina, agitato. Quasi sconvolto.
- Che ore sono.
- Le 8. Sto male.
- Ci siamo. Pensò lei
- Ci siamo. Disse lui.
- Dove.
- Ce l' ho.
- Ma cosa?
- Tutte! E lo disse come se fosse stato ovvio.
- Lo dici come se fosse ovvio [e si accorse subito di aver sbagliato a concludere questa domanda, che le si sarebbe rivoltata contro], ma cos' hai in particolare?
- Si:[e si metteva a sfogliare radiografie e risultati di esami] la sinusite, è cronica, chi me la leva. C' è più catarro fermo nelle mie mascelle, che uva nei bigonci finita la vendemmia, e che ci faccio? Il setto nasale: è chiuso. non passa nulla. Hai voglia a aerosol, come far entrare un armadio in un buco di culo. Ho i turbinati gonfi come un cappello da chef.
- Mi dispiace...
- Ma aspetta [sommerso dalle lastre nere], ho l' artosi cervicale! A trent' anni io? Sedia a rotelle. Se mi va bene.
- Lo dici come se fosse...
- E' ovvio, hai voglia a cortisone, che vuoi che passi? [si tastava di continuo il collo] Poi senti qua: un linfonodo. E tutti quegli incompetenti a dirmi che non è niente, che è morbido, che si muove, che son cose naturali, si si. Fra tre mesi smetto di inghiottire, comincio a sputare sangue. Linfoma della laringe. Che vuoi che sia: in sei mesi si parte.
- Dai ma che dici?
- Eh...si, ma io non voglio morire. lo capisci?
- Ma non muori, almeno non tra poco. Tra sé e sé quasi sorrideva.
- E vorrei fosse così, lo vorrei. Ma il fegato... Prendo antibiotici da quando avevo otto anni e non ho mai smesso per più di una settimana, poi le birrette, i fritti, le salsine, lui e i reni si sono arresi. Si son guardati e hanno detto: noi saremmo alla frutta!, Ma io di frutta, non ne mangio mai. E allora bevo l' acqua. Anche lì, ne berrò cinque litri al giorno e non piscio mai, pagherei a sapere dove va. Io non ho il sangue, ho l' acqua che mi scorre nelle vene; oppure ho le branchie: eh si perché anche i polmoni...

Parlava da solo già da un pezzo. Lei aveva lasciato il cellulare acceso sul cassettone per recarsi in bagno a fare i bisogni mattutini, e lui non se ne era accorto.
Fu in bagno che tutto accade. Espelleva e non si rendeva ancora conto cosa significasse quello strano sogno. Poi il nulla. Buio.
Nel pulirsi avvertì uno strano pizzicore proprio in mezzo alle gambe. Il primo pensierò fu: non ci siamo ancora.
Indagò con le mani. Strofinò, tastò, colpì.
L' espressione del volto non fu da subito convinta.
Poi, affranta, si arrese al giogo della sofferenza.
Esclamò: - Oh mio Dio! Un nodulo!



storia e video di Michele Baldini
illutrazione di Andrea Sgherri

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